Monologo metropolitano, installazione teatrale, presso la Sala dei Templari, Molfetta, nell’ambito della mostra L’arte contemporanea in Puglia: tra multimedialità e tradizione, a cura di Daniela Calfapietro. La performance andrà in visione come installazione teatrale presso la Ouchi Gallery di New York.

Il testo si avvale della libertà che circola come utopia urbana, tra il pensiero personale di una città americana – una qualunque – e una figura femminile senza nome, poiché l’identità non può essere breve, come poche sillabe o qualche numero.
La musicalità iniziale e finale del testo, evocativa di uno scenario metropolitano assente, anonimo, sospeso, viene interrotta da frasi disturbanti sulla decadenza della ricerca letteraria e della sperimentazione, ad opera di quei scrittori che pensano di finire tra le colline di Hollywood, mentre sui loro quaderni scarni si perdono in frasi prive di sintassi. Un’ironia amara, insieme a un desiderio di altrove/ovunque, caratterizza lo stato d’animo melanconico del corpo narrante, in un flusso che conduce lentamente verso il cuore segreto dell’America, dove, a un certo punto, l’orizzonte decide di ribellarsi alle strade e ti senti nel mondo, nella follia. Nella libertà.
In questo monologo d’inganni e perdizione, ci si aspetta qualcosa, ma la scrittura è anche gioco, e la fine della storia – se di storia si può parlare – è affidata soprattutto alla fantasia di chi ascolta.

Testo e regia: Mariella Soldo

Voce e corpo: Barbara De Palma

Musiche e scenografie video: Daniele Vergni

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