Tag

, , , ,

La poesia di Barbara De Palma è irrorata di sangue, fluido, vivo che preme nervoso sulla sfera dei capillari periferici che non deflagrano unicamente per l’argine della parola, del verso, dato e preso. “Dammi la tua Poesia! Dammela! La voglio ora e sempre… sulla bocca, nell’incavo crudele delle mani, sulla punta delle dita, sul palato muto”. Il primo confronto impietoso Barbara lo cerca proprio con il verso, la parola, esulando dai carichi cannibali che questa porta fatalmente con sé. E’ una presa di coscienza del nuovo, del distacco dalle contese, esorcismo o catarsi, a piacere, per impedire che il sangue, suo e altrui, scorra davvero. Un percorso ematico-semantico di lacerante liberazione. “E voglio anche violentarla (la Poesia), perché tu me lo consentirai, perché la dolcezza è così sacra, che si fa beffe perfino della violenza”. E’ il peana degli eroi, veri. (continua qui)

Annunci